Dalla Sicilia al Piemonte, al via la vendemmia 2026
Di Redazione
Parte dalla Sicilia occidentale, con la raccolta delle prime varietà precoci a bacca bianca, la vendemmia 2026. Un percorso di circa cento giorni che, dalla fine di luglio, attraversa l’isola dalla Sicilia occidentale all’entroterra, dall’altopiano Ibleo alle pendici dell’Etna, fino alle isole minori, raccontando la varietà di territori, vitigni e competenze che fanno della Sicilia un autentico continente vitivinicolo. Un’annata caratterizzata, quella del Brachetto d’Acui Docg, da un andamento climatico anomalo, con un risveglio vegetativo precoce, temperature elevate già a partire da aprile e una lunga fase estiva contraddistinta da precipitazioni molto limitate, che ha accelerato lo sviluppo della vite senza compromettere, almeno fino a oggi, il potenziale qualitativo delle uve.
La vendemmia 2026 in Sicilia
Il recente trend di raccolta vede la fine del mese di luglio protagonista dell’inizio della grande vendemmia siciliana. Varietà internazionali, quali Pinot Nero e Chardonnay che si contraddistinguono per tenori di acidità di rilievo, sono raccolti per dar vita alle basi spumante oltre che per i vini fermi. Bisognerà, invece, aspettare la seconda decade di agosto per il taglio dei primi grappoli della Sicilia dell’entroterra.
Questo percorso si concluderà con la raccolta delle uve dell’Etna, un lungo calendario di vendemmia che terminerà nei vigneti del vulcano tra metà settembre e fine ottobre, con possibili prolungamenti fino agli inizi di novembre. L’altitudine e le escursioni termiche rappresentano elementi fondamentali per preservare la complessità delle uve.
La vendemmia del Brachetto
Le condizioni climatiche dei mesi di giugno e luglio, caldo persistente e scarse precipitazioni, hanno inoltre limitato lo sviluppo dei principali patogeni della vite. Gli attacchi di oidio sui grappoli si sono rivelati trascurabili e anche la tignoletta della vite, che nella scorsa stagione aveva creato criticità in alcune aree, ha avuto un’incidenza estremamente contenuta. L’invaiatura è già in corso e procede rapidamente, favorita dalle elevate temperature diurne e dalle escursioni termiche notturne. Un quadro che lascia prevedere una raccolta anticipata rispetto alla media storica.
Alto Monferrato
La zona di produzione del Brachetto d’Acqui DOCG, che si estende tra le province di Alessandria e Asti, nel cuore dell’Alto Monferrato, beneficia di un patrimonio pedoclimatico unico, fatto di suoli calcarei di origine marina, dolci colline ben ventilate ed escursioni termiche che favoriscono lo sviluppo del corredo aromatico tipico del vitigno. Anche in un’annata complessa come quella in corso, queste caratteristiche territoriali, unite all’esperienza dei viticoltori, stanno contribuendo a preservare l’equilibrio della produzione.
Il CdA under 40 di Assovini con al centro la neo presidente Gabriella Favara
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