OHB Italia leader nella missione ESA-JAXA Ramses. Lancio previsto 2028
Di Redazione
È stato firmato presso il Centro europeo di ricerca e tecnologia spaziale (ESTEC) dell’Agenzia spaziale europea (ESA) il contratto per lo sviluppo della missione congiunta ESA-JAXA Ramses (Rapid Apophis Mission for Space Safety).
Il programma, di rilevanza strategica, è dedicato allo studio ravvicinato dell’asteroide 99942 Apophis durante il suo flyby previsto per il 13 aprile 2029 e al rafforzamento delle capacità europee nel campo della difesa planetaria. OHB Italia, in qualità di Prime Contractor con il supporto di OHB System e GMV, guida l’implementazione della missione, che vede un significativo contributo industriale e scientifico italiano. Sviluppata presso lo stabilimento OHB Italia di Milano, la missione congiunta ESA-JAXA Ramses rimarca il ruolo centrale dell’Italia nella realizzazione di programmi spaziali complessi e altamente critici.
La Missione ESA-JAXA Ramses
La missione raccoglierà dati dettagliati sull’asteroide Apophis utilizzando una suite avanzata di strumenti scientifici, tra cui due CubeSat, uno dei quali tenterà l’atterraggio sulla superficie dell’asteroide. Uno di questi è stato progettato da Tyvak International con il supporto del Politecnico di Milano e dell’INAF, rafforzando ulteriormente la cooperazione tra industria, mondo accademico e ricerca spaziale avanzata.
Supportato dal know-how tecnico e ingegneristico di OHB Italia, il carico utile sarà integrato per funzionare in condizioni di osservazione ottimali. Da una distanza di circa 1 km, la sonda monitorerà in tempo reale come Apophis cambia durante il flyby, fornendo una visione unica “prima e dopo” e migliorando la comprensione scientifica delle dinamiche degli asteroidi.
Gli strumenti a bordo includono telecamere ottiche e spettroscopiche per analizzare la superficie e la composizione chimica dell’asteroide, insieme a uno spettrometro al plasma per studiare le interazioni tra il vento solare e la superficie di Apophis. Le osservazioni saranno effettuate prima, durante e dopo il flyby.
Il Lancio
Il lancio è previsto per l’aprile 2028, con un rendezvous con Apophis pianificato per febbraio 2029, circa due mesi prima del suo avvicinamento alla Terra. La sonda accompagnerà l’asteroide fino ad agosto 2029, al fine di osservare in dettaglio come le forze di marea terrestri ne modificano la forma, la rotazione, l’orbita e le caratteristiche superficiali.
«Ramses è una missione che rappresenta una vera e propria corsa contro il tempo», ha affermato Roberto Aceti, amministratore delegato di OHB Italia. «Non c’è margine per gli imprevisti: l’intero sviluppo deve essere completato in meno di quattro anni (uno dei quali è già stato completato) per non perdere un’opportunità irripetibile. Abbiamo accettato questa sfida grazie all’esperienza acquisita con la missione Hera, che ci ha permesso di consolidare competenze fondamentali nella gestione di programmi sofisticati con tempistiche estremamente impegnative. Ramses è anche un esercizio concreto di difesa planetaria. Se un giorno un asteroide dovesse rappresentare una minaccia reale per la Terra, dovremo essere in grado di organizzare una missione di risposta rapida per deviarlo. Apophis ci offre l’opportunità di prepararci, testando tecnologie, processi decisionali e capacità operative in uno scenario reale».
Apophis
Apophis, scoperto nel 2004 da un telescopio dell’Osservatorio di Kitt Peak in Arizona, è stato difficile da osservare per molto tempo a causa della sua frequente vicinanza al Sole, che ne limitava la visibilità dai telescopi terrestri. Inizialmente incluso nella lista dei rischi dell’Unione Astronomica Internazionale, l’asteroide è stato rimosso da tale lista nel 2021 a seguito di miglioramenti nelle previsioni orbitali. Il suo nome ricorda l’antico dio egizio del caos e del male, riflettendo la sua percezione iniziale come potenziale minaccia.
Con un diametro di circa 375 metri, una massa stimata di 61 milioni di tonnellate e una velocità di circa 40.000 km/h, un impatto di Apophis rilascierebbe un’energia equivalente a circa 65.000 bombe di Hiroshima. Questo netto confronto sottolinea l’importanza strategica di missioni come Ramses per la sicurezza planetaria futura.
Attraverso questa missione, l’Europa compie un passo decisivo verso una capacità autonoma e operativa di affrontare i pericoli spaziali, rafforzando al contempo il contributo dell’industria e della ricerca italiane alla protezione della Terra e a una più profonda comprensione delle origini del nostro Sistema Solare
Da sinistra a destra: Giuseppe Filomeno (Ramses Project Manager di OHB Italia), Roberto Aceti (CEO di OHB Italia), Orson Sutherland (Mars & Beyond Projects Group Leader – ESA), Paolo Martino (Ramses Mission Manager – ESA).
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