Vinitaly 2026: Tredici bicchieri di Amarone

Apr 16, 2026 | Blog, Cultura, Media, News

Tempo lettura: 3 minuti

Di Sommelier Franz

Tredici bicchieri di Amarone. Non è il titolo di un thriller alla Agata Christie, ma i calici che si sono trovati davanti gli ospiti della masterclass dedicata a questo bene del Veneto, l’Amarone appunto, invitati dall’Associazione Famiglie Storiche di questa realtà vitivinicola in occasione di Vinitaly 2026. Tredici famiglie per tredici calici.

maurizio valeriani, direttore vinodabere

La Masterclass

Titolo della masterclass “Amarone: il tempo, la sala, la scelta – Evoluzione stilistica e versatilità gastronomica dell’Amarone attraverso il confronto tra annate, tra equilibrio, precisione e dialogo con la tavola”. L’obiettivo degli organizzatori era dimostrare come questo vino, nelle sue diverse interpretazioni, tredici famiglie, tredici amarone, non tutti egualmente comparabili perché di annate diverse, non ha più bisogno di una particolare cucina, che ha volutamente perso quell’elemento “piacione” del grado zuccherino, cercando una maggiore raffinatezza e evoluzione dei sentori, restando in un range di volume alcolometrico gestibile in un semplice pasto.

Ce lo ha ricordato Pierangelo Tommasi, dell’omonima cantina, Presidente dell’Associazione Famiglie Storiche: «L’Amarone non è un vino fermo nel tempo. Oggi la sfida non è più spiegare cosa sia, ma come proporlo in modo attuale: nella sua versatilità, nella precisione stilistica e nella sua naturale vocazione alla tavola».

 

Francesco Corsi

Destinatari di questa rinnovata affermazione dell’Amarone, operatori del canale Ho.Re.Ca., sommelier e stampa di settore, sia nazionali che internazionali. Già perché il mercato del vino ha una componente fondamentale nell’estero, soprattutto per le produzioni più conosciute e apprezzate. A condurre la masterclass Roberto Anesi, chef e Miglior Sommelier d’Italia 2017 per l’Associazione Italiana Sommelier (AIS), che ci ha portato in viaggio attraverso le tredici degustazioni e le tre annate ad esse dedicate. Dalla 2021 alla 2016 per concludere con la 2012. E fare da coreografia a questa masterclass il professionale servizio dei sommelier AIS che versano per file all’unisono (vedi foto). Altro elemento caratterizzante della masterclass è stata la storicità delle cantine, che in almeno 11 casi andava dalle 7 alle nove generazioni. Ma ancora più importante il fatto che il concetto di famiglia non è legato al nome, ma ai numerosi membri della famiglia che ci lavorano, dividendosi i compiti e condividendo gli obiettivi. C’è da chiedersi se il calo demografico coinvolga o meno il mondo della viticoltura: a vedere l’approccio delle Famiglie coinvolte in quella Masterclass, verrebbe da pensare anche no.

maurizio valeriani, direttore vinodabere

Indubbiamente l’intento delle Famiglie Storiche è riuscito, l’Amarone presentato è un vino molto più evoluto, in cui l’appassimento è divenuto più che una tecnica, un’arte a cui poi si accompagnano le diverse interpretazioni in cantina, ma a partire dal suolo che caratterizza l’uva, dalla sua altezza, dal vento e dalle temperature. Questo perché, consapevolmente, nessun vino, anche se con lo stesso disciplinare, deve essere uguale all’altro ma avere l’impronta genetica della Famiglia che lo ha realizzato.

Non volendo fare classifiche, sarebbe inopportuno anche perché i vini proposti non appartenevano tutti alla stessa categoria, ritengo però corretto mostrare le 13 famiglie e i prodotti presentati

 

 

maurizio valeriani, direttore vinodabere
maurizio valeriani, direttore vinodabere

Pierangelo Tommasi Presidente Associazione Famiglie Storiche

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