Alla scoperta del Cacchione

Apr 24, 2025 | Blog, Cultura, News

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Di Sommelier Franz

Tra Nettuno e Anzio c’è di mezzo il Cacchione. Può sembrare una battuta ma è una realtà. Il Cacchione è un vitigno biotipo del Bellone, che troviamo diffuso in tutto il territorio laziale e in particolare nella zona dei Castelli Romani.

maurizio valeriani, direttore vinodabere

Tra Nettuno e Anzio c’è di mezzo il Cacchione. Può sembrare una battuta ma è una realtà. Il Cacchione è un vitigno biotipo del Bellone, che troviamo diffuso in tutto il territorio laziale e in particolare nella zona dei Castelli Romani. Ma il Cacchione ha un elemento che lo contraddistingue e lo riconduce ad una zona circoscritta della Regione Lazio, il litorale tra Nettuno e Anzio.

Il Cacchione infatti, come spiega Roberto De Saverio, sommelier FISAR, che ci sta facendo da cicerone in questo excursus nel litorale sud della regione, rappresenta un vitigno storico, già citato da Plinio il Vecchio su Naturalis Historia e che grazie al territorio dove è stato coltivato ha potuto resistere all’aggressione della filossera e quindi potersi fregiare del “titolo” a “piede franco”, senza cioè l’innesto sulla talea di una vite americana.

L’importanza di questa qualità qualche anno addietro aveva mosso la Cantina Bacco e la Casa Divina Provvidenza a promuovere la DOVI, la Denominazione di Origine Vitigni Italici, che fu presentata nel 2022 al Nettuno Wine Festival e che ricomprendeva diversi vitigni sparsi in tutta Italia che potevano pregiarsi di quella peculiarità, il piede franco. Dalla valle d’Aosta alla Sicilia.

E se il Bellone trova la sua esistenza e vigoria nella grande caldara rappresentata dal lago di Albano e da tutta l’area dei Castelli Romani, il Cacchione gode del terreno sabbioso del litorale di Anzio e Nettuno e di un clima che vede brezza marina e scarsa escursione termica.

E che Anzio e Nettuno rappresentino un territorio importante per le sue peculiarità in vigna lo dimostra la scelta di una cantina come casale del Giglio che ha fatto del rilancio della viticoltura del basso Lazio un elemento qualificante del suo percorso imprenditoriale. Casale del Giglio a questa realtà ha dedicato un vino che si chiama Anthium che è coltivato proprio a due passi dalle cantine sopra citate.

E quando si arriva alla Cantina Bacco è il termine Cacchione che prevale, accanto a scelte di vitigni internazionali, scelte che caratterizzano tutta la regione. Il loro prodotto di punta l’hanno chiamato Pantastico, un Nettuno Doc realizzato con questo storico vitigno in purezza.

Una passeggiata al mare e una visita in cantina…

maurizio valeriani, direttore vinodabere

Roberto De Saverio

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