Dalla menade ai ramoracci, la vivace realtà culturale di Frascati

Ott 1, 2025 | Blog, Cultura, News

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Di Sommelier Franz

I vitigni autoctoni, il recupero della “zuppa vulcanica e le sue erbe selvatiche” promosso da Obiettivo Europa, la rara statua della Menade oggi ospitata al MUSA, il Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini, ed invidiata dai Musei Capitolini che ne aveva fatto richiesta, sono solo alcuni degli esempi di questa realtà culturale.

maurizio valeriani, direttore vinodabere

È tempo dei primi bilanci per i comuni dei Castelli Romani che quest’anno sono stati pregiati della nomina a Città del Vino 2025: a partire da Marino che ha svolto il ruolo di capofila e di Nemi, che ha svolto quello di coordinatore, i comuni di Ariccia, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Monteporzio Catone e Velletri hanno profuso un sforzo importante per promuovere il vino dei castelli e soprattutto dare una nuova dignità ad un vino che, nonostante l’impegno dal punto di vista sia produttivo che istituzionale, resta, impropriamente, nell’immaginario collettivo come un vino da osteria.

Un problema ben conosciuto dalle parti di Frascati, che annovera ben due delle tre Docg appartenenti al Lazio: il Frascati Superiore Docg e il Cannellino di Frascati, al quale si aggiunge il Cesanese del Piglio. Un elemento di pregio per la zona di Frascati, testimoniato anche dalle molte medaglie d’oro recentemente ottenute alla 23 edizione del Concorso Enologico Internazionale. E però è al contempo un indicatore della scarsa considerazione per una regione che conta numerose Doc ed una produzione di vino da sempre molto importante. Il Lazio ha un numero di Docg inferiore a molte regioni nonostante la sua storia e il grado di qualità che ha saputo raggiungere in questo ultimo decennio.

maurizio valeriani, direttore vinodabere

«C’è ancora molto da fare» è l’opinione dell’Assessore all’Agricoltura e alle attività produttive del comune di Frascati, Claudio Cerroni, che unitamente al Sindaco Francesca Sbardella hanno illustrato , la realtà di Frascati e del Grande Vulcano Laziale, il cui territorio caratterizza il vino che ne viene prodotto, agli oltre cento rappresentanti delle Città del Vino di tutta Italia presenti a Marino domenica 28 settembre, all’Assemblea dell’Associazione Nazionale Città del Vino che ha visto la presenza del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida e che ha celebrato il passaggio di consegne con il Vulture per le celebrazioni delle Città del Vino per l’anno 2026.

A partire dalla visita alla Tenuta Falconieri, quello che un tempo era il Parco di Villa Falconieri, nel centro di Frascati, oggi vigneto della Cantina Villa Simone di Lorenzo Costantini sita a Monteporzio Catone. Un vigneto destinato a produrre, con i suoi pochi ettari, un Frascati Superiore Docg di grande pregio, oltre a proporsi come elemento didattico dell’evoluzione della viticoltura nel territorio Laziale. Perché il vino, come il cibo e l’arte sono parte dello stesso processo culturale che ha caratterizzato nei secoli l’area del grande vulcano. I vitigni autoctoni, il recupero della “zuppa vulcanica e le sue erbe selvatiche” promosso da Obiettivo Europa, la rara statua della Menade oggi ospitata al MUSA, il Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini, ed invidiata dai Musei Capitolini che ne aveva fatto richiesta, sono solo alcuni degli esempi di questa realtà culturale.

maurizio valeriani, direttore vinodabere

E paradossalmente è il difficile rapporto con la Capitale, che sembra più attenta ai turisti che alle eccellenze enogastronomiche del territorio, che non dà agio ai Castelli Romani di avere quella riconoscibilità e la diffusione delle proprie eccellenze che meriterebbero. E dunque se il bilancio degli eventi celebrativi di questo 2025 può dirsi sicuramente positivo dal punto di vista partecipativo, c’è ancora da capire come recuperare quella condivisione con la Capitale che, nata al tempo di Roma antica, ha avuto modo di crescere e svilupparsi fino a tutto il ‘700.  

maurizio valeriani, direttore vinodabere

Lorenzo Cherubini e Claudio Cerroni

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